Kingdom Come: Deliverance, conquistiamo il Medioevo – Recensione

Il titolo di oggi è uno dei più discussi negli ultimi due anni, a causa del suo continuo interporre i bug, di cui parleremo a breve, a dei contenuti decisamente validi. Kingdom Come: Deliverance è un Open World RPG sviluppato da Warhorse Studios e pubblicato da quest’ultima e Deep Silver. Il gioco nasce da un progetto supportato su Kickstarter da più di 30 mila persone, raggiungendo una cifra che supera il milione di dollari. Gli utenti hanno apprezzato l’idea originale ed il progetto ambizioso, regalando all’azienda fiducia ed hype nel loro lavoro. Scoprite nella nostra recensione i i dettagli di un medioevo ricreato.

Kingdom Come: Deliverance – Recensione

Da grandi ambizioni derivano grandi fatiche, infatti per la realizzazione di questo titolo è stato impiegato molto tempo e denaro, ma sarà bastato a soddisfare le aspettative dei loro supporters? Ebbene, alcuni hanno elogiato in maniera dogmatica la qualità del titolo medioevale, ignorando quelli che sono alcuni difetti di sviluppo. Nonostante questo, molti giocatori non hanno potuto evitare di notare numerosi bug (alcuni molto divertenti), che hanno condizionato e “manomesso” il loro gameplay. Ma andiamo ora a vedere più nel dettaglio cosa ci aspetta all’interno di Kingdom Come: Deliverance.

Meccaniche

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La nostra partita incomincia in una pacifica regione della Boemia, in un Europa Medioevale invasa da conflitti e brame al trono, causate dalla morte dell’imperatore Carlo IV. Sembra infatti che i suoi successori non siano stati in grado di mantenere la pace e l’equilibrio del proprio popolo. Il nostro protagonista si chiama Henry, figlio del fabbro del paese, il quale si ritrova vittima di un assalto da parte di un esercito sconosciuto. Costretto a scappare in un regno vicino, qui inizia la nostra avventura di sopravvivenza in un mondo di scontri e crudeli destini.

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Il gioco si basa sul completamento di obiettivi e missioni, che ci faranno avanzare nella trama e che ci permetteranno di migliorare le nostre abilità ed i nostri equipaggiamenti. Essendo un Open World, correremo per lunghe praterie con il nostro cavallo per raggiungere varie destinazioni, ma per i più pigri sarà successivamente possibili utilizzare il viaggio rapido. La trama principale richiede solo il superamento delle missioni primarie, ma per chi volesse un’esperienza più profonda può dedicarsi anche a quelle secondarie.

Gameplay

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Entriamo ora nel vivo del gioco, e parliamo di ciò che ha fatto più discutere di tutto, il gameplay. Kingdom Come: Deliverance ha cercato di incentrare la sua giocabilità sull’esplorazione e sugli scontri, con archi e spade. Purtroppo, i primi difetti si notano già all’interno della nostra esplorazione, per non parlare poi del cavallo che useremo. Si tratta infatti di bug, che a volte rendono anche divertente il gioco, peccato, però, che non siano voluti. Dopo pochi minuti di gioco siamo già incappati in alcuni errori, infatti, nonostante avessimo rifiutato una missione, essa poteva essere svolta come se fosse stata accettata. Oppure errori come l’incastro del nostro cavallo in punti o in strutture in cui il nostro animale non dovrebbe fisicamente esserci.

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Per quanto riguarda gli scontri, non è facile coordinare bene la difesa e l’attacco durante lo scontro, la causa è di quel input lag fastidioso che stenta a compiere le nostre azioni. Probabilmente, questa scelta è stata fatta per creare un livello più realistico del combattimento, ma che a volte diventa angoscioso da gestire. Detto questo, non tutto il male viene per nuocere, infatti, cosi come il titolo presenti numerosi difetti, è vero anche che ha anche molte qualità nel suo bagaglio. Il gioco è divertente, non c’è nulla da ridire su questo, è pieno di contenuti e non si può dire che manchi una certa profondità. La storia ha un interessante susseguirsi di eventi, e l’ambientazione è senza dubbio curata (un po’ meno il suo caricamento).

Conclusioni

Kingdom Come: Deliverance è un susseguirsi di inaspettati eventi, a volte non previsti, che rendono il gioco difficilmente monotono. Nonostante questo, l’esplorazione risente della vasta ambientazione, e quando le guardie si accaniscono su di noi, iniziano i veri dolori. Se per caso fallisce il vostro obiettivo di completare una missione stealth, e per vostra sfortuna vi ritrovate un soldato invincibile, pregate che ci sia una qualsiasi roccia o una costruzione alta perché diventerete invisibile all’AI (esempio di bug divertente). Al contrario di quanto si possa pensare, abbiamo apprezzato il gioco e senza dubbio lo consigliamo. Il motivo di questa scelta va alla capacità del gioco di farci sentire parte di questo mondo medioevale e, nonostante alcuni bug, non è mai calata la voglia di continuare la nostra avventura.