Control: tra realtà e sogno – Recensione

Remedy Entertainment torna sul campo di battaglia per mostrare a tutti il proprio lavoro, finalmente libero da Microsoft. Lo studio di sviluppo decide di dare il meglio di sè con Control, nuovo titolo uscito per PC, PlayStation 4 e Xbox One. Control ci conduce in un viaggio inquietante, a tratti onirico, che si sviluppa fra i corridoi di un grosso edificio nel centro di New York così come nella psiche della protagonista, Jesse Faden. Il mondo misterioso e affascinante che ci ritroviamo davanti porta con sè l’esperienza del team di sviluppo. Remedy, infatti, è l’azienda sviluppatrice di Alan Wake e Quantum Break. Le sue produzioni, infatti, sono una fusione tra gameplay di stampo action-shooter e una spiccata passione per intrecci narrativi profondi.

La sfida di Remedy

L’incipit di Control è volutamente criptico: senza particolari convenevoli, ci troviamo soli di fronte all’ingresso di un imponente palazzo di New York. Entriamo, mossi dalla curiosità, e lo troviamo deserto, in quella sorta di rumore bianco che preannuncia un sogno sul punto di trasformarsi in un incubo. Ci muoviamo tra gli ambienti ancora ignari che il quartier generale del Federal Bureau of Control, noto come Oldest House, sarà la nostra casa per le successive ore di gioco. A farci compagnia ci sarà la protagonista Jesse Faden, della quale ancora non sappiamo il nome, sebbene possiamo già ascoltarne i dubbiosi pensieri.

Control: tra realtà e sogno - Recensione

Di lì a pochi minuti, qualcuno ci dirà che siamo la nuova direttrice del Federal Bureau of Control, ma qualcosa non torna. Questo perché siamo abbastanza certi di non essere entrati nel quartier generale per cominciare un nuovo lavoro, bensì per rintracciare nostro fratello Dylan. Se non bastasse lo shock, il nostro primo giorno di lavoro comincerà col piede sbagliato, dato che il Bureau è stato recentemente invaso da una misteriosa forza soprannaturale ribattezzata “The Hiss“. Questa strana forza è in grado di possedere i suoi occupanti e renderli terribilmente ostili, e da qui in poi tutto diventerà sempre più strano.

Ambientazione e dettagli

Soprattutto nelle prime ore, la progressiva scoperta dei retroscena rappresenta un elemento portante dell’esperienza di gioco. Come già accaduto nelle precedenti opere di Remedy, la trama si svela su differenti livelli alternando dialoghi, filmati d’intermezzo e documenti sparsi ovunque nelle ambientazioni. La cura della scrittura e dei minimi dettagli è impressionante, e tutto contribuisce a creare un ambiente complesso e stratificato, dotato di un suo passato, di regole e tradizioni specifiche che dovremo assimilare esplorandolo.

Control: tra realtà e sogno - Recensione

Ognuno delle migliaia di dettagli disseminati nelle enormi sale della Oldest House ha un preciso motivo di esistere, e non vede l’ora di farsi scovare del giocatore. Come ben presto scopriremo, il FBC è un’agenzia governativa americana segreta che si occupa di studiare e dove possibile contenere i cosiddetti Eventi del Mondo Alterato, fenomeni soprannaturali più o meno considerevoli e dannosi per la popolazione. Meteoriti comparsi dal nulla, frigoriferi con la strana abitudine di far sparire le persone e portali dimensionali che si aprono senza preavviso sono oggetto dello studio del Bureau. Quest’ultimo, con le dovute ricerche, promette di contenere, catalogare e studiare questi fenomeni, possibilmente nell’ottica di prevenire successive catastrofi.

Sebbene Control sia popolato da personaggi secondari carismatici e molto ben caratterizzati, la stessa Oldest House è a sua volta un membro più che attivo del cast. La esplorerete a fondo nel corso della trama, e ogni nuova sezione si rivelerà una vera e propria sorpresa. Era, infatti, dai tempi della Black Mesa di Half Life, della magione di Resident Evil e della Ishimura di Dead Space che una singola ambientazione non si rivelava in grado di ospitare un’intera avventura con tanto carattere e offrendo continue sorprese.

Gameplay

Il gameplay di Control ha una progressione ben precisa. Infatti, una volta entrati in possesso dell’Arma di Servizio, ci troveremo ad affrontare le manifestazioni del Sibilo. Sarà possibile equipaggiare unicamente due configurazioni dell’Arma di Servizio per volta, scegliendo fra cinque varianti. Tra queste, una pistola semiautomatica, un fucile a pompa, una mitragliatrice leggera, un colpo di precisione e uno esplosivo.

Esistono, inoltre, tantissime mod che possiamo sbloccare, recuperandole in maniera casuale da casse e nemici. Esse migliorano i vari aspetti dell’arma: potenza di fuoco, capienza del caricatore in varie condizioni, stabilità, ingrandimento della mira e così via. Lo stesso sistema si applica anche alla protagonista: troveremo quindi mod che ne migliorano le caratteristiche fisiche e ne potenziano le abilità che potremo acquisire entrando in contatto con specifici Oggetti del Potere. I poteri telecinetici sono invece equipaggiati tutti contemporaneamente, hanno un indicatore che ne evita l’abuso e aggiungono ulteriore varietà all’azione dando vita a combinazioni letali.

Control: tra realtà e sogno - Recensione

Control non offre la classica selezione di un livello di difficoltà, bensì si basa su un costante auto-bilanciamento. E’ costantemente all’opera un sistema volto ad adeguare le statistiche degli avversari allo status corrente degli upgrade del giocatore e al livello delle Mod equipaggiate. Così, è possibile incontrare gruppi di nemici in grado di metterci in difficoltà anche una volta sbloccato l’intero albero di abilità.

Comparto grafico

Parliamo infine della grafica di Control, che grazie alle sue geometrie e a una serie di soluzioni visivamente originali riesce a conferire un fascino sorprendente alle varie zone della Oldest House. Specie quelle corrotte dal Sibilo e dunque “riconfigurate” in maniera caotica. Si passa da sale asettiche e luminose a corridoi bui e inquietanti ma non mancano aree differenti. Ci pensano i sotterranei e i tunnel ad aumentare il tasso di varietà degli ambienti.

Conclusioni

Control è un titolo sorprendente, bello e spettacolare: la chiara evoluzione di quegli elementi che Remedy Entertainment aveva inserito in Alan Wake e Quantum Break. Un’esperienza solida e coerente, che anche sul piano narrativo riesce a proporre idee molto interessanti e originali. Il progressivo mix di armi e poteri, il valore dell’esplorazione e dei segreti da scoprire, l’ampia gamma di quest secondarie e un’ottima realizzazione tecnica fanno il resto, consegnandoci un prodotto che sarebbe davvero un peccato perdersi. Per quanto non fornisca alcuno strumento per favorire la rigiocabilità, Control si presta più che altro ad una “giocabilità estesa”: anche dopo i titoli di coda, sarete invitati a continuare ad esplorare le sale del Bureau per chiudere alcune questioni in sospeso, e, soprattutto, per scovare dettagli sfuggiti ad un primo passaggio.

Per quanto racconti una storia autoconclusiva, Control sembra voler gettare le basi per un vero e proprio “universo espanso“, che potrebbe già essere più grande di quanto pensiamo. Se Remedy deciderà di lasciare la storia del Bureau, o espanderla in futuro, ancora non ci è dato saperlo: la speranza, naturalmente, è che la Oldest House rappresenti solo un primo passo in questo strano, folle e bellissimo universo.

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